La presenza di ebrei in Ancona è ricordata già prima del Mille. Nei secoli seguenti essa si andò espandendo per l'import
CURIOSANDO - La presenza di ebrei in Ancona è ricordata già prima del Mille. Nei secoli seguenti essa si andò espandendo per l’importanza del porto e dei rapporti commerciali con il Levante. Il primo documento storico compare nel 1279 (in questo documento gli ebrei sono indicati come causa del terremoto!!). Un documento datato 1284 e mantenuto nella biblioteca di Parma dà una prova sicura della comunità ebraica in Ancona, testimoniando la presenza di due sinagoghe: una nell’attuale piazza Kennedy, l’altra nel passaggio del porto. Gli ebrei parteciparono attivamente alla vita cittadina, senza forme di discriminazione.
Alla fine della repubblica marinara, l’assoggettamento nel 1532 allo Stato della Chiesa, portò all’istituzione del ghetto. La zona di residenza coatta era molto estesa: il ghetto scendeva fino al mare e fino alle prime abitazioni cristiane attorniate alle pendici del colle Guasco; a metà di queste strette e suggestive vie costruirono una delle due sinagoghe. Nel 1555 ci furono molti episodi di intolleranza che culminarono l’anno successivo nella condanna al rogo di 25 marrani (ebrei portoghesi battezzati a forza e che in Italia avevano ripreso la vecchia religione). L’evento provocò vigorose proteste internazionale e un boicottaggio commerciale di due anni del porto di Ancona.
La comunità rimase tuttavia numerosa e prospera nel Seicento e nel Settecento. L’arrivo delle truppe francesi nel 1796 fu salutato con entusiasmo dagli ebrei anconetani e tre di essi, Sanson Constantini, David e Ezechiele Morpurgo, furono eletti nel nuovo consiglio comunale.
La restaurazione riportò il ghetto e un’ondata di repressione religiosa che terminò solo nel 1831. Nella metà dell’Ottocento l’antica area del ghetto fu soggetta ad ampi lavori di rinnovamento che ne alterarono la struttura originale, ma in via Astagno si trovano tuttora le due sinagoghe.
Agli inizi del Novecento la comunità di Ancona contava 1.800 persone, ma nel 1938 la campagna razziale fu particolarmente virulenta, nonostante l’integrazione e l’assimilazione culturale degli ebrei, anche dovuto a molte unioni miste. Oggi Ancona conta 400 ebrei.
RICCIARELLI
Ingredienti: g 400 mandorle sbucciate, g 250 zucchero semolato, g 200 zucchero a velo, ostie, 2 albumi, una bustina di vanillina. Preparazione: frullate molto bene le mandorle con g 150 di zucchero semolato in modo da ottenere un composto più fine possibile. Unitele al resto dello zucchero, a g 100 di quello a velo e alla vanillina. Mescolate alle mandorle tanto albume quanto basta per ottenere un impasto sostenuto. Formate dei biscotti ovali lunghi circa cm 6. Appoggiateli sulle ostie e disponeteli su una o più placche del forno. Lasciateli così per 24 ore, quindi finite di asciugarli nel forno a 50° per 15 minuti. Ritagliate la parte delle ostie che sporge e cospargete i ricciarelli con abbondante zucchero a velo.
RICCIARELLI NERI
Ingredienti: 150 g mandorle sgusciate, 200 g zucchero a velo, 2 cucchiai cacao amaro, 2 albumi, qualche goccia di estratto di mandorle amare, 100 g cioccolato fondente, zucchero a velo per guarnire. Fate passare qualche minuto dentro il forno già caldo a 100° le mandorle, poi passatele nel mixer con due cucchiai di zucchero. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato e lasciate raffreddare. In una ciotola setacciate il resto dello zucchero a velo con il cacao amaro. Montate a neve ferma gli albumi insieme all’estratto di mandorle amare. Versatevi gli altri due composti preparati e procedere come sopra.