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Il cacao risale alla civiltà Olmeca, in quello che oggi è il Messico del sud e il centro America. I Maya furono i primi

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CURIOSANDO : Il cacao risale alla civiltà Olmeca, in quello che oggi è il Messico del sud e il centro America. I Maya furono i primi a creare la prima piantagione di cacao, nello Yucatan nel 600

Oltre ad essere un alimento, il cacao era per i Maya anche una moneta.

Nel 1200 g li Aztechi conquistano i Maya e impongono tributi che devono essere pagati con semi di cacao. La bevanda di cacao diventa la preferita alla corte dell’imperatore Aztecho Montezuma e viene profumata con la vaniglia.

Nel 1492 Cristoforo Colombo scopre l’America ed anche i semi di cacao! Li porta alla corte del re Ferdinando di Spagna ma non vengono apprezzati.

Nel 1519 l ’esploratore spagnolo Cortes, durante la conquista del Messico, è il primo europeo ad avere assaggiato il cioccolato. Ne intuisce la preziosità e crea una sua piantagione di cacao; è il primo esempio di coltura da esportazione.

Cortes porta in Spagna gli utensili per la preparazione della bevanda al cacao ( 1528) . Gli spagnoli seguono la ricetta degli Aztechi, ma aggiungono peperoncino e spezie piccanti perchè la bevanda è ancora molto amara. Imprecisata la data in cui viene aggiunto lo zucchero. L’aristocrazia spagnola apprezza molto di più la bevanda che, col passare del tempo, viene servita calda e bevuta con l’aggiunta di cannella o vaniglia.

Il cacao arriva in Francia (1615) ed il cioccolato diventa una bevanda molto alla moda.

Fine 1600, il cacao si diffonde in Belgio, Germania e Svizzera; poco dopo in Austria e Italia.

Il cioccolato era quindi usato in cucina fin dall’antichità, non solo per la preparazione di dolci, ma anche per le preparazioni di primi piatti, nei ripieni di pasta fresca, per aggiungere un pizzico di sapore e aroma ai secondi di carne e di pesce ed ovviamente in torte, budini, creme, gelati, biscotti. Lo si usa fuso, a scaglie, a gocce, grattugiato.

Oggi la scienza conferma: il cacao rende più felici perché favorisce la produzione di endorfine, gli ormoni della felicità e dell’innamoramento. Proprio come sosteneva Giacomo Casanova!

Roberto Corti dell’Università di Zurigo ha dimostrato che il cioccolato fondente può ritardare l’indurimento delle arterie in coloro che fumano, limitando il rischio di malattie cardiache anche gravi. In uno studio tedesco pubblicato dalla rivista dell’associazione americana dei medici si sostiene che il cioccolato fondente avrebbe anche la capacità di ridurre la pressione del sangue, per effetto dei polifenoli della cioccolata fondente, antiossidanti che sono alla base degli stessi effetti positivi sul cuore che ha il vino rosso, di cui il cioccolato conterrebbe una maggiore quantità.

MOUSSE ALL’ARANCIO

Si mescolano 2 tuorli d’uovo con 150 g di zucchero, unendo poi 80 g di farina, la buccia di 1 arancio grattugiata e il succo dell’arancio stesso, e si mescola bene. Si mette al fuoco fino a quando raggiunge l’ebollizione, sempre mescolando. Quando il composto sarà freddo, si aggiunge 1 bicchierino di liquore all’arancio, quindi, delicatamente, 6 chiare d’uovo montate a neve con 50 g di zucchero. Infine le noci macinate. Va tenuto in frigo almeno un paio d’ore prima di servire, in una coppa grande o in coppette. Si può guarnire con arancini al cioccolato

NUTELLA

(Elisa, la mia prima nipotina)

Nell’alimentazione targata made in Italy, la Nutella costituisce un vero e proprio pilastro che si è trasformato nel corso degli anni in un fenomeno di massa di proporzioni colossali. Non esiste bambino (e non solo infanti) che non si sia fatto “beccare” almeno una volta a rubare la Nutella con il cucchiaino “sporco” (alle volte pure le dita), prova inconfutabile del reato!!

La Nutella nasce ufficialmente nel 1964 , ma le sue origini risalgono al periodo postbellico, e più precisamente nel 1945 , nel retrobottega della pasticceria Ferrero , ad Alba in Piemonte .

In quel periodo, a causa dell’appena terminata guerra, la popolazione si trovava in grave ristrettezza economica e di certo non poteva permettersi di spendere per l’acquisto di dolci dai prezzi vertiginosi. Già da tempo Mastro Pietro Ferrero stava tentando di creare un nuovo prodotto a base di cioccolato, sempre buono ma a basso prezzo di costo, accessibile anche per le famiglie più modeste. Dopo vari tentativi, Mastro Ferrero ebbe l’idea di amalgamare l’impasto già noto del cioccolato gianduia con il burro di cocco (meno costoso) , e il risultato fu una sorta di marmellata semisolida al cioccolato. Una volta raffreddato in uno stampo rettangolare, l’impasto si trasformò in panetto solido da tagliare a fette. Fu così che nacque il “Giandujot” , primo antenato della Nutella, ispirato ad un classico della pasticceria piemontese.

Il prodotto venne distribuito in panetti da tagliare, ma anche in porzioni ridotte da vendere singolarmente; nacque così il mitico e buonissimo cremino (la mia merenda preferita).

La creazione della crema sembra sia del tutto casuale: in una estate particolarmente torrida i panetti si sciolsero come neve al sole, si decise quindi di metterla nei barattoli e di rivenderla come crema da spalmare (Supercrema).

Successivamente fu perfezionata la formula rendendola ancora più morbida e attribuendole un nuovo nome: Nutella (da “Nut”, nocciola, e “ella” vezzeggiativo). Da quel momento, la dolcissima crema diventa protagonista non solo di golosi sogni, ma anche “musa” ispiratrice di diversi scrittori, attori e registi.

Se chiedete a un italiano qual è lo slogan pubblicitario che gli viene prima in mente, sono sicura che la maggior parte risponderebbe “che mondo sarebbe senza Nutella!”

Ingredienti: 100 g nocciole tostate e spellate, 200 g cioccolato fondente, 100 g cioccolato al latte, 150 g zucchero, 160 g latte fresco intero, 90 ml di olio di soia, 1 bustina vanillina. Procedimento: tritare le nocciole nel mixer finché non si forma una specie di pasta, aggiungere lo zucchero e tritare ancora, aggiungere il cioccolato spezzettato e tritare, aggiungere la vanillina il latte e l’olio e impastare (sempre con il mixer) fino a che il composto non è omogeneo. Trasferire in una pentola e cuocere a bagnomaria senza mai smettere di mescolare. Quando l’impasto avrà la consistenza giusta, lasciare raffreddare e trasferire in un barattolo. A questo punto la crema alle nocciole è pronta. Si avvicina molto al sapore della vera Nutella, l’unico inconveniente è che si conserva per poco tempo in frigorifero, non avendo i conservanti. Questo però depone a suo favore!

Potete utilizzarla come volete: per guarnire dolci o creare nuovi pasticcini, ma anche solo spalmata su una fetta di pane è una golosa merenda per i vostri bambini…e non solo!

ORECCHIE DI AMAN

Ingredienti: 2 uova, 2 cucchiai di vino, 2 cucchiai d’olio, due cucchiai di zucchero, un pizzico di sale, vaniglia o buccia di limone o d’arancia grattugiata, farina quanta ne prende per formare un impasto molto morbido.

Preparazione: battete le uova con lo zucchero, aggiungere la presina di sale, il vino, l’olio, la vaniglia (o raschiatura di limone o arancia) ed impastare con la farina. Spianarla, tagliare delle strisce di circa 15 cm. di lunghezza. Girarle tra le mani a forma di “perlé” o annodarle a piacere. Indi friggere in olio bollente, scolarle e lasciarle asciugare bene prima di spolverarle di zucchero vanigliato.

GIULEBBE DI ZIA ELSA - Sciogliere in un tegame mezzo kg di zucchero in mezzo bicchiere di acqua e un pizzico di cannella. Lasciare bollire per 5 minuti.

In questo giulebbe si immergono le orecchie per pochi istanti e, ancora umidi, si rotolano in un misto di zucchero e cannella.

PA LLE DI CIU’O

Ingredienti: 200 gr di cioccolato, 100 gr di zucchero, 3 cucchiai di caffè, 250 gr di cocco disidratato, 250 gr di ricotta vaccina Realizzarle è semplicissimo: prendete la ricotta precedentemente messa a sgocciolare per privarla dell’acqua in eccesso, aggiungete lo zucchero, il caffè (circa 3 cucchiai) e la farina di cocco. Mescolate gli ingredienti con un cucchiaio fino ad ottenere un impasto omogeneo e una volta terminato questo passaggio, formate delle palline che dovranno essere tutte della stessa dimensione. Se dovessero risultare troppo asciutte e quindi attaccarsi alle mani, potete inumidirvi le dita con un pochino di acqua per lavorare meglio l’impasto. A questo punto, disponete le palline su un piatto e fatele refrigerare per circa 45 minuti nel congelatore in modo che si rassodino. Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagnomaria fino a quando non avrete ottenuto una consistenza cremosa. Prendete le palline di cocco ricotta e caffè e aiutandovi con delle pinze per cucina, ma se non ce le avete andrà benissimo anche un cucchiaio, immergete le palle di ciu’o nel cioccolato in maniera che siano completamente ricoperte e adagiatele su un foglio di carta da forno. Non appena avrete terminato questo passaggio, riponetele nel frigorifero fino a qualche minuto prima di servirle.

PA LLINE DI COCCO

In una terrina m escola te dieci cucchiai di farina di cocco con 6 cucchiai di Nutella . Impastate perfettamente realizzando un’unica palla. Da questa otte rrete 15-20 palline . P assate ogni singola pallina nella farina di cocco in modo tale che le superfici si ricoprano leggermente di bianco (se usate scaglie di cocco piuttosto che farina, il piatto ne acquista dal punto di vista estetico , meglio ancora con scaglie di mandorle ). Finito! non vi resta che ripor l e il piatto in frigo ed aspettare appena due ore!

PANNA COTTA

Dessert al cucchiaio della tradizione culinaria piemontese. Anche se la sua storia è avvolta da un mistero, si dice sia originaria delle Langhe e che sia stata inventata da una signora di origine ungherese, agli inizi del Novecento.

Ingredienti: mezzo litro di panna liquida, un terzo di litro di latte intero, 200 grammi di zucchero a velo vanigliato, 3 fogli di colla di pesce, un bicchierino di rhum e mezzo bicchiere di marsala. Si scalda in una casseruola il latte e si scioglie la colla di pesce. Contemporaneamente, in un altro tegame, si porta, sempre mescolando, la panna e lo zucchero quasi a bollore. Si uniscono i contenuti dei due tegami e si aggiunge il rhum ed il marsala. Si versa, infine, il composto in tanti piccoli stampi o in uno stampo rettangolare da plumcake precedentemente caramellato, e si pone a rassodare, in frigorifero, per almeno tre ore.

Si può decorare con frutta di stagione o cioccolato sciolto. Può essere degustata al naturale o con della marmellata di frutti di boschi.

PAMPUCHES

Frittelle di patate per Hanukkà

Ingredienti: 500 g. di patate, 1 uovo, un pizzico di sale, 2 cucchiai di farina

Le patate vanno pelate e grattugiate o frullate crude, e si mescolano con tutti gli altri ingredienti. Deve risultare un impasto molle che si getta a cucchiaiate nell’olio bollente. Quando sono ben fritte, si scolano e si servono ben polverizzate di zucchero.

PASTICCINI DI COCCO

Si montano a neve 3 chiare d’uovo, si unisce 1 bicchiere di zucchero e 250 g. di farina di cocco. Si formano delle palline che verranno cotte in forno a 150° per circa 15 minuti.

PASTICCINI DI MARZAPANE

Fate una pasta frolla con: farina, grammi 250 - burro, grammi 125 - zucchero frullato finissimo, grammi 110 - 1 uovo intero più un tuorlo. (meglio se preparata il giorno prima). Fate il marzapane con un impasto di: 180 grammi di mandorle tritate finemente con 150 grammi di zucchero, aggiungete dopo 25 grammi di arancio candito a pezzettini, 25 grammi di burro, il rosso d’uovo e diverse cucchiaiate d’acqua. Ungete degli stampini piccoli col burro, foderateli di pasta frolla sottile, riponeteci il marzapane, ripiegate sopra i lembi della pasta, bagnate l’orlo con acqua, copriteli con la stessa pasta frolla, dorateli alla superficie con tuorlo d’uovo, cuoceteli in forno e dopo spolverizzateli di zucchero a velo. Con questa dose potrete farne da 16 a 18.

PASTINE DI SCHIUMA

Ingredienti: 1 bicchiere di mandorle, ½ bicchiere di zucchero, un albume montato a neve soda.

Tritate le mandorle fini fini e unitevi lo zucchero poi l’albume. Con la pasta spianata formate dei dischi che farete cuocere in forno moderatissimo per una decina di minuti. Non devono scurire

PAVESINI ARTIGIANALI

ma la ricetta autentica è segreta .

Nel 1948 il fornaio Mario Pavesi iniziò la produzione di questi biscotti su scala industriale con una ricetta leggermente modificata . Oggi questi biscotti sono conosciuti in tutta Italia col nome di “Pavesini” .

Questi biscottini di Novara, noti per la loro semplicità e leggerezza (9 calorie per biscotto e solo 3% di grassi), sono ideali per i bambini, indicati per rompere un digiuno e ottimi per preparare semifreddi e altre mille ricette

Ingredienti per 115 Pavesini: 150 g di farina, 30 g di maizena (amido di mais), 130 g di zucchero, 3 uova intere, una bustina di vanillina Inoltre: 20 g di zucchero per spolverizzare Preparazione: Montare a lungo le uova con lo zucchero: devono diventare ben spumose. Aggiungere la farina, vanillina e l’amido di mais setacciati Girare con movimenti lenti e delicati dal basso verso l’alto in modo da non far smontare il composto Mettere l’impasto in una sacca e con una bocchetta non troppo larga (i Pavesini sono piuttosto stretti e lunghi) formare i biscotti (non troppo grandi perché in cottura tendono ad allargarsi) Fate riposare i biscotti in frigorifero per una decina di minuti Con i 20 grammi di zucchero spolverizzare i Pavesini Infornare a 180 gradi per circa 5 minuti e poi abbassare a 150°. Controllare sempre la cottura, devono risultare appena dorati, altrimenti induriscono.

PIZZA IN PIAZZA (Mishmarot)

Nozze ebraiche (1830) Eugène Delacroix

Questa antica ricetta si usa ancora tra gli ebrei romani in tutte le feste familiari, dette “Mishmarot

Ingredienti: 500 g di zucchero, 2 Kg di farina. 1/2 litro di olio, 300 g di pinoli, 300 g di mandorle tritate, 500 g di cedrini tritati, 300 g di uvetta, vino bianco (quanto basta per ottenere una pasta compatta ma non dura).

Esecuzione: p assare la farina tra le mani per intriderla tutta con l’olio caldo, poi unire tutti gli altri ingredienti e impastare bene. Con questo impasto si formano dei rombi di circa 7 cm. di lato, sui quali andranno praticati dei piccoli solchi col rovescio della lama di un coltello. Cuocerli al forno togliendoli appena assumono un colore biondo.

✓ verificatoCronologia generale corretta: Olmechi (origini), Maya, Aztechi, Montezuma, Cortés 1519, ritorno in Spagna 1528. Maya 'piantagione Yucatan nel 600' è approssimativa: domesticazione del cacao ben prima del 600 d.C.
Fonti: