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Il limone, simbolo di fecondità nella mitologia greca, ha innumerevoli proprietà: è rinfrescante, dissetante, disinfetta

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CURIOSANDO - Il limone, simbolo di fecondità nella mitologia greca, ha innumerevoli proprietà: è rinfrescante, dissetante, disinfettante, digestivo, astringente, cicatrizzante.

I suoi oli essenziali, estratti dalla buccia, hanno un potere rivitalizzante. Il suo succo schiarisce le macchie della pelle, disinfetta e cicatrizza le screpolature, ammorbidisce l’epidermide.

Sono numerose le ricette dietetiche e cosmetiche che lo citano, e scoprire che anche il più semplice e aspro dei frutti della natura ha i suoi piccoli segreti, è sempre una piacevole sorpresa!

Bere un bicchierone di acqua calda con il succo di mezzo limone al mattino prima di colazione, smuove l’apparato digerente, toglie le stanchezze della notte e aiuta la digestione.

ODE AL LIMONE -

” … uno dei capezzoli profumati del petto della terra” ( Neruda ),

Innumerevoli poesie sono dedicate a questo frutto. Cito alcuni brani, tratti da libri e testi celebri.

“Tenera mercanzia! Si gremirono rive , mercati, di luce, d’oro silvestre, e aprimmo le due metà del miracolo, acido congelato che stillava dagli emisferi di una stella, e il liquore più profondo della natura, intrasferibile, vivo, irriducibile, nacque dalla freschezza del limone, dalla sua casa fragrante, dalla sua agra, segreta simmetria.” ( Pablo Neruda )

“A metà del cammino strappò limoni rotondi e li lanciò nell’acqua finchè la rese d’oro” (Federico García Lorca )

“Mio Dio, dammi, nella vita, una casa piena di libri e un giardino con tanti limoni.” (Confucio )

” Co’ fiori eterni eterno il frutto dura;

e mentre spunta l’un, l’altro matura” (Tasso)

“Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa , e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità.” (Eugenio Montale)

MAIONESE

La maionese è una delle salse più famose e diffuse nel mondo, ma la sua origine è discussa.

Ci sono due versioni tra le più accreditate:

la prima riporta che il nome della maionese deriva dalla città spagnola di Mahon , dove il cuoco militare di Armand de la Porte, duca di Richelieu , improvvisò, nel 1757, una salsa a base di olio crudo e tuorlo-d’ uovo. La seconda versione riporta che il nome maionese deriva da un antichissimo vocabolo francese Moyeau (si pronuncia Muaiò ) che significa tuorlo d’uovo; in effetti questa salsa non è altro che una emulsione di tuorli d’uovo e olio Tutto sembra procedere per il meglio poi, improvvisamente, l’irrimediabile: impazzisce. Al posto di quella deliziosa emulsione che risponde al nome di maionese c’è una brodaglia stracciata. A nulla è valso rispettare rigorosarnente il ’ manuale d’uso’: tuorli d’uovo a temperatura ambiente in perfetta sintonia con quella dell’olio; olio unito goccia a goccia, avendo cura di mescolare sempre nello stesso senso perché, anche se non c’è nulla di scientifico, ’non si sa mai’ . Non c’è dubbio che la maionese sia una delle ricette meno facili in cucina

per circa 300 gr di maionese: 1 cucchiaino Aceto, il succo filtrato di ½ limone, 250 ml olio, un pizzico di pepe bianco macinato (facoltativo), sale q.b ., 2 tuorli d’uovo

Preparazione: Per prima cosa, per preparare la maionese, bisogna fare attenzione ad usare olio, le uova a temperatura ambiente e di separare molto bene il tuorlo dal bianco. A questo punto prendete una ciotola dai bordi alti e posizionatela su di un canovaccio inumidito (così durante la lavorazione della maionese non si muoverà); mettete i tuorli in una ciotola con un pizzico di sale e il pepe (2), poi aggiungete un cucchiaino d’aceto (3). Lavorate gli ingredienti con uno sbattitore elettrico (4)(o con un robot da cucina) e poi incominciate a versare l’olio a gocce (5), continuando poi a filo (6)(ma un filo sottilissimo). Dovrete mescolare sempre nello stesso senso (7) fino ad ottenere una salsa densa (8). Quando avrete aggiunto tutto l’olio, potete unire il succo di limone (sempre sbattendo), ed eventualmente aggiustare ancora di sale e pepe. Se non la consumerete immediatamente, mettete in frigorifero la maionese così ottenuta (9), coprendola con della pellicola trasparente.

Per non far impazzire la maionese aggiungi un cucchiaio di aceto caldo, questo aumenterà la tenuta dell’emulsione, inoltre . bisogna evitare di aggiungere troppo olio in una volta , impedendone il corretto emulsionamento con il tuorlo; in genere occorrono circa 200-250 ml di olio per due tuorli d’uovo (se desiderate ottenere una maionese molto densa).

Se, nonostante i consigli precedenti, improvvisamente vedeste apparire dei grumi nella maionese, come se fosse cagliata, sappiate, che, come si dice in gergo, la maionese è impazzita . Ma non disperatevi: a tutto c’è rimedio! Ecco come fare: tenete da parte la maionese impazzita e in un altro recipiente mettete un altro tuorlo; frullate di nuovo aggiungendo un filo d’olio e poi, sempre nel recipiente , aggiungete un cucchiaio alla volta e molto lentamente, la maionese impazzita, e tutto dovrebbe tornare alla normalità.

PASTICCINI DI CARNE

Ingredienti: 400g . farina , ½ bicchiere di olio, ½ bicchiere di acqua, ½ cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di bicarbonato - Impasto e faccio riposare, coperta con un canovaccio, per circa mezz’ora, infine stendo col matterello.

Ripieno: 1/2 carne macinata che mescolo con 2 o 3 spicchi di aglio tritati, 3 cucchiai di olio, 1 uovo e un pizzico di sale

Si formano dei ravioli grossi che si friggono in olio caldo

PASTICCINI /FAGOTTINI DELLE FESTE - altra ricetta

1 bicchiere di acqua calda, 1/2 bicchiere di olio, qualche goccia di succo di limone e sale. Si lavora la pasta con acqua calda e deve risultare molto morbida. Il ripieno, oltre che di carne, può essere a base di verdure o pesce.

PESTO ALLA GENOVESE

E’ una salsa fredda tra le più conosciute e diffuse nel mondo (che si dice addirittura sia afrodisiaca) sinonimo e simbolo di Genova e dell’intera Liguria. Le prime tracce del pesto le troviamo nell’ 800, e da allora la ricetta si è sempre mantenuta identica, almeno nella preparazione casalinga.

Per fare il vero pesto alla genovese occorrono un mortaio di marmo e un pestello di legno .

Se per tritare l’erba si usa il mixer normale, meglio con le lame di plastica perché le lame d’acciaio fanno uscire le essenze amare del basilico e quindi rendono la salsa più amara di quanto dovrebbe essere.

Per 4 mazzetti di basilico, 100 g di parmigiano reggiano grattugiato, 100 g di pecorino romano o sardo grattugiato, 2 spicchi d’aglio, 50 g di pinoli, 25 g di gherigli di noci, 1 cucchiaino di sale grosso. Si pesta il tutto nel mortaio (io lo trito nel mixer, ma non diciamolo a nessuno: è un segreto tra me e voi), e si condisce con 1 bicchiere di olio extra-vergine d’oliva. Si conserva per alcuni giorni in frigorifero in barattolo di vetro ma è consigliabile proteggere la superficie con un filo di olio di oliva.

✓ verificatoLimone come simbolo di fecondità nella tradizione greca (Giardino delle Esperidi - 'pomi d'oro'). Proprietà nutrizionali e benefiche generalmente verificabili.
Fonti: