La regina della seduzione e' lei: LA MELA
CURIOSANDO - La regina della seduzione e’ lei: LA MELA.
Non a caso Adamo cede alla tentazione del frutto proibito!
La sua fama è tramandata non solo nella tradizione biblica ma anche nella mitologia; soprattutto tra i greci questo frutto ha avuto un ruolo di riguardo: la mela che Paride diede alla bellissima Venere scatenò la guerra di Troia; le mele d’oro che Ercole fu costretto a sottrarre alle Esperidi; le mele di Ippomene che distraendo Atalanta, gli permisero di vincerla alla corsa e sposarla. Nella mitologia scandinava troviamo invece la mela dell’eterna giovinezza che Indhunn teneva ad Asgard, e quella lanciata da una donna dell’Isola della Vita a Conle, che lo nutrì per un mese facendolo spasimare d’amore.
Zeus aveva il suo albero personale affidato alle Esperidi. Gli dei dell’antico Egitto ricevevano in dono ceste colme di saporitissime mele. Perfino presso gli Irochesi (indiani del Nord America, un tempo fra i più potenti, che sopravvivono oggi in piccole riserve) un albero di mele è ritenuto il centro del cielo.
Nei misteriosi riti voodoo dell’America Centrale, la mela è usata per preparare potenti filtri d’amore. I racconti medievali sono fitti di mele fatate o che donavano l’immortalità, simboli di potere durante il Sacro Romano Impero o secondo Dante Alighieri, di Dio stesso. La matrigna dei fratelli Grimm si avvale proprio di questo frutto per convincere Biancaneve ad addentarlo. Guglielmo Tell invece centra una mela posta sul capo del figlio e diventa l’eroe nazionale svizzero. Una provvidenziale mela caduta in testa ad Isaac Newton, sembra gli abbia permesso di intuire il meccanismo della gravità. Se dici oggi “La grande mela” l’interpretazione è univoca: New York, la città mito della vita moderna.
La mela è un frutto originario probabilmente dell’Asia centrale e occidentale, diffuso in Europa fin dai tempi più remoti. Tra le varie testimonianze della vita preistorica si sono trovate mele carbonizzate in siti preistorici svizzeri, austriaci, italiani e svedesi. Le prime notizie certe a proposito del melo risalgono al XIII secolo a.E.V., epoca in cui era certamente coltivato in Egitto e in Asia Minore. Sette secoli dopo, i testi greci ne parlano diffusamente e successivamente lo citano gli autori latini. Plinio, ad esempio, ne descrive trenta varietà e racconta che gli Etruschi, prima dei Romani, erano abilissimi negli innesti.
“Una mela al giorno toglie il medico di torno”, dice un vecchio proverbio italiano. Difatti i contenuti di questo frutto sono equilibrati e dal punto di vista nutrizionale completi e tutte le sue innumerevoli proprietà contribuiscono all’attenzione dedicata alla sua capacità di ridare giovinezza ai tessuti, e di mantenere un generale benessere fisico.
Basta una mela al mattino a digiuno per depurare l’organismo; dopo i pasti favorisce la digestione poiché è l’unico frutto che non provoca fermentazione intestinale; una mela dopo cena, mangiata a morsi, massaggia le gengive, pulisce e sbianca i denti; una mela prima di dormire rilassa e favorisce il sonno. Le mele cotte al forno sono un ottimo lassativo; cotte nel vino e addolcite con miele un eccellente ricostituente. Con il liquido ottenuto dalla cottura di tre mele tagliate a pezzi in un litro d’acqua si fanno i gargarismi contro il mal di gola.
I ricercatori statunitensi hanno evidenziato come l’estratto di mele sia stato in grado di rallentare la crescita dell’adenocarcinoma mammario nei topi: maggiore era la quantità di estratto destinata ai roditori, minore era la crescita della neoplasia.
Anche la cosmesi si avvale delle sue proprietà: il succo di mela fresco, passato sulla pelle, ha la capacità di rassodarla, mescolato con succo di limone schiarisce la carnagione; una mela tagliata a pezzetti e cotta in mezzo bicchiere di latte è un’efficace maschera contro le rughe. E’ un validissimo tonico del viso (si ricopre il viso di fettine di mela cruda, mantenendo l’applicazione per circa 45 minuti) e una maschera a base di mele grattate unite a miele e yogurt può essere molto efficace per pelli secche e spente.
E…scusate se è poco!
FRITTELLE DI RISO
Ingredienti: 600 ml di latte, 8 cucchiai di riso, 1 pizzico di sale, 1 bustina di lievito, 1/2 cucchiaino di cannella, 4 cucchiai di farina, 2 cucchiai di zucchero, 1 uovo, un po’ di vaniglia o scorza di limone, olio di soia per friggere, zucchero semolato a piacere per la decorazione.
Procedimento: portare ad ebollizione il latte con un pizzico di sale e un pezzetto di stecca di vaniglia ben raschiata di semini (o la scorza di limone), e fatevi lessare il riso. Cuocete fino a quando si assorbe tutto il latte. Quando è ben freddo aggiungere l’uovo sbattuto, lo zucchero, la farina setacciata con il lievito e la cannella. Amalgamare bene gli ingredienti. Se l’impasto dovesse risultare troppo liquido aggiungere un cucchiaio di farina. Non mettere assolutamente altro zucchero, altrimenti in cottura si scioglie assorbendo troppo olio. Scaldare nella padella l’olio, io lo metto nella fiamma più grande ma a fuoco medio; è importante perché se cuociono troppo in fretta rimangono crude dentro. Se invece la fiamma è troppo bassa assorbono olio. Se si ha il termometro, l’olio deve raggiungere i 175°. Prendere col cucchiaio una grossa noce di impasto e friggerle fino a quando avranno un colore dorato scuro. Così rimarranno croccanti fuori e morbide di riso e latte all’interno. Scolarle su carta assorbente e rotolarle nello zucchero.
SUGGERIMENTO - Prima di friggere fate la prova della consistenza. L’ impasto deve risultare assai compatto, altrimenti bisogna aggiungere ancora un po’ di farina
GALLETTE DI SCIAVUOTH
Impastate 2 kg. di farina con 250 g di zucchero, 1 decilitro di olio, 4 decilitri d’acqua e un pizzico di sale. Si deve ottenere una pasta soda e compatta. Stendetela molto fine e con un bicchiere formate dei cerchi che ornerete con incisioni. Si cuoce in forno a temperatura moderata.