MANDORLO - Originario dell'Asia Minore, un frutto così prezioso poteva avere solo origini leggendarie. Gli antichi Greci
CURIOSANDO - MANDORLO - Originario dell’Asia Minore, un frutto così prezioso poteva avere solo origini leggendarie. Gli antichi Greci narravano che Fillide, una principessa Tracia, incontrò Acamante figlio di Teseo, sbarcato nel suo regno per una sosta durante la navigazione verso Troia. I due giovani si innamorarono perdutamente, ma Acamante fu costretto a proseguire con gli Achei per combattere nella guerra di Troia. La giovane principessa, dopo dieci anni di guerra, non vedendolo tornare con le navi vittoriose, si lasciò morire per la disperazione. La dea Atena commossa da questa struggente storia d’amore decise di trasformare Fillide in uno splendido albero di mandorlo. Acamante in realtà non era morto e quando seppe che Fillide era stata trasformata in albero abbracciò la pianta che, per ricambiare le carezze, fece prorompere dai suoi nudi rami fiori invece di foglie. Questo abbraccio continua ogni anno, quando i fiori del mandorlo annunciano la primavera. Uno spettacolo anticipato intorno ai templi di Agrigento, dove gli alberi germogliano a febbraio coprendo la valle di un suggestivo manto di petali bianchi.
Il mandorlo (prunus amygdalus) fin dall’antichità si diffuse nei paesi del Mediterraneo, in Asia e in Africa, per la sua bellezza e soprattutto per il suo prezioso seme. Sbarcò in Sicilia con i Fenici e poi nella Magna Grecia dove nelle colonie si diffuse l’uso della mandorla nella cucina. Nel Medioevo l’olio di mandorla sostituiva spesso il più costoso olio d’oliva, e i ricchi banchetti rinascimentali si concludevano immancabilmente con dolci alle mandorle. Anche Boccaccio si lasciò sedurre dalla mandorla e nel Decamerone racconta di una casa di marzapane, zucchero e mandorle. All’inizio del secolo scorso la provincia di Agrigento era il primo produttore mondiale e la mandorla rappresentava la principale fonte di reddito. Per la precisione, ne venivano coltivate circa 752 tipi. Di essa nulla veniva perduto: la legna della potatura serviva per alimentare forni di cottura del pane, il mallo esterno veniva lavorato per ottenere il sapone, e il guscio per bruciare nei bracieri in casa.
Ricca in grassi insaturi, vitamina A, B ed E, protidi, emulsina, sali minerali, amidi, potassio, ferro, fosforo e calcio, le mandorle costituiscono un vero concentrato energetico e calorico, utilissime nella calcificazione delle ossa (consigliate quindi alle donne in gravidanza o in menopausa). Uno dei rimedi più antichi è il latte di mandorle: rinfrescante dell’intestino e della vescica, calmante per la tosse. Il particolare e originale equilibrio di minerali, vitamine, proteine e grassi, ne fanno soprattutto un rinforzante del sistema nervoso, costituendo un sano e saporito antidepressivo naturale. Se mangiata insieme a frutti acidi come il succo d’arancia, puo’ rappresentare un cocktail benefico per il sistema immunitario.
TORTA DI MARZAPANE
Un classico della cucina ebraica di Livorno fin dal ‘600
Ingredienti: 500 g. di mandorle sbucciate, 500 g. di zucchero, 1 uovo, 1 limone, cannella
Procedimento: in un tegame sciogliere lo zucchero con due dita d’acqua e tenetelo sul fuoco fino a quando non è ben fuso. Uniteci le mandorle macinate, un pizzico di cannella e scorza di limone macinata. Continuate a cuocere l’impasto sempre mescolando e toglietelo appena si stacca dal fondo, quindi disponetelo su un vassoio tondo, leggermente unto, dategli la forma di ciambella mettendo al centro un bicchiere e livellate con la lama di un coltello; lo spessore deve risultare uguale ovunque.
Lasciatelo raffreddare e ricoprite di glassa all’albume ( vedi ricetta ). Livellate e guarnite con canditi o piccoli confetti colorati
TORTA DI MIELE
Questo è un dolce ebraico e la ricetta viene dalla Germania.
Ingredienti per due torte piccole: un bicchiere di zucchero, 1 bicchiere di acqua, un bicchiere di olio di semi di soia , 3 uova medie , 1 cucchiaino raso di bicarbonato, 225 g. di miele, 1 cucchiaino colmo di zenzero in polvere, i semi pestati di quattro bacche di cardamomo, scorza di un limone grattuggiata/ farina/ ½ bustina di lievito per dolci, mele a fettine Esecuzione : Preriscaldate il forno a 180°. Montate le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose. Unite tutti gli altri ingredienti mescolando bene prima di aggiungere il successivo, per ultima incorporate la farina setacciata col lievito, in quantità necessaria da ottenere un crema “che scrive” (vuol dire che potresti “scrivere” colando l’impasto con un cucchiaio, perché rimane per un attimo in superficie). Versate l’impasto nelle tortiere e coprite con le mele tagliate a fettine sottili. Ungete e foderate due tortiere (meglio se rettangolari) così le torte si tagliano più facilmente. Infornate per circa 50 minuti, la superficie dovrà risultare soda ed elastica al tatto. Togliete dal forno, lasciate riposare per circa 5 minuti, sformate e fate raffreddare sulla griglia del forno. Sono ancora più buone se si consumano dopo qualche giorno; basta conservarle avvolte in carta stagnola