Curiosando tra…
altro

Questo tipo di pasta è un antichissimo piatto tradizionale che le massaie della Sardegna preparano in tutte le occasioni

2 min di lettura

CURIOSANDO : Questo tipo di pasta è un antichissimo piatto tradizionale che le massaie della Sardegna preparano in tutte le occasioni più importanti; nelle feste, nelle sagre paesane, per i matrimoni.

L’origine è da ricercarsi nello schema millenario della coltivazione-alimentazione contadina nell’area mediterranea, basata prevalentemente sulla coltura del grano.

Il termine malloreddu è un diminutivo di malloru , che in Sardegna meridionale significa toro. Di conseguenza, malloreddus vuol dire “vitellini”.

L’origine di tale denominazione è da ricercarsi nel modo di esprimersi dei contadini: la lavorazione manuale dei malloreddus avveniva impastando la semola di grano duro con l’acqua, e si creavano delle listarelle arrotolate di pasta della lunghezza di circa 15 cm, le quali venivano tagliate a cubetti. Dopodiché si otteneva la forma schiacciando i cubetti di pasta contro l’estremità di un cesto in paglia, detto su ciuliri (“il setaccio”), se ne ricavava delle forme panciute che sembravano tanti piccoli vitelli (non diciamo spesso ” bello grasso come un vitellino” ?).

Il piatto classico della cucina sarda sono i malloreddus alla campidanese. Per questo piatto si prepara una salsa al pomodoro; dieci minuti prima della fine della cottura si aggiungono alcuni fili di zafferano. Gli gnocchetti lessati vengono conditi con la salsa e con pecorino sardo grattugiato.

Originariamente lo zafferano veniva usato direttamente nell’impasto dei malloreddus, ora invece viene aggiunto alla fine insieme al sugo.

Questa è la ricetta avuta da Emanuela, la babysitter dei miei piccoli, che da Olbia (Sassari) si era trasferita a Bolzano per seguire il suo amore militare.

Ingredienti: per la pasta - 300 g. di farina di semola di grano duro acqua calda q.b.

Per la salsa il condimento: 30 g. di burro, 1 cucchiaio di farina, 1 bicchiere e mezzo di latte, 1 bustina di zafferano, sale, pepe nero, formaggio grattugiato.

Preparare i malloreddus impastando la farina con l’acqua fino ad ottenere un panetto liscio, omogeneo ed abbastanza sodo. Tagliare come gli gnocchi, premere e strisciare sulla chitarrina, quella che si usa per gli gnocchi (oppure sulla grattugia). Cuocerli in abbondante acqua salata. Per il condimento: sciogliere il burro, aggiungere il latte, la farina, i pistilli di zafferano e mescolare con le fruste per evitare la formazione di grumi, salare e pepare. Far sobbollire per qualche minuto, aggiungendo altro latte (a occhio) se si addensa troppo.

MINESTRA DI LENTICCHIE DI ESAU’

Esaù vende il diritto di primogenitura (Hendrick ter Brugghen)

Ingredienti: 300 g di lenticchie, 4 cipolle, 1 tazza di salsa di pomodoro, olio d’oliva, 300 g di carne macinata, una carota, prezzemolo, sedano, sale e pepe.

Lavate accuratamente le lenticchie che dovranno essere lasciate a mollo per mezza giornata. Cuocerle in una pentola con aggiunta di una tazza di salsa di pomodoro, un po’ d’acqua e tutte le altre verdure tagliate finemente. Con una metà della carne macinata, un po’ di pepe ed un pizzico di sale si creano delle polpettine mentre l’altra parte della carne si rosola leggermente in un tegame con 2/3 cucchiai di olio di oliva extra, quindi si aggiungono anche le polpettine preparate e si fanno friggere. Quando le lenticchie sono quasi pronte, si unisce la carne e si lascia cuocere ancora per un’ora e mezza circa.

✓ verificatoMalloreddus: gnocchetti sardi tradizionali. Etimologia da 'malloru' (toro in sardo meridionale), diminutivo = 'vitellini': confermata.
Fonti: