Curiosando tra…
altro

"Anche gli scaricatori del porto mangiano spesso stoccafisso o baccalà, preparato come frittelle, perché questo oltre a

1 min di lettura

CURIOSANDO - “Anche gli scaricatori del porto mangiano spesso stoccafisso o baccalà, preparato come frittelle, perché questo oltre a rappresentare un piatto nutriente, si può consumare rapidamente senza togliere troppo tempo alla loro faticosa attività”

Lo si legge in “Garibaldi a Livorno” di Rossana Ragionieri; una storia fatta di piccoli momenti, di affetti, di relazioni epistolari e l’affinità tra l’Eroe dei Due Mondi e Livorno e i livornesi.

Garibaldi aveva gusti semplici, da uomo abituato alle cucine di bordo e alla vita raminga. Tra i piatti preferiti “il pesce, specialmente se salato o seccato”. E stoccafisso, baccalà, acciughe glieli spedivano da Livorno. In una lettera del maggio 1870 indirizzata alla famiglia Sgarallino (Andrea e il fratello Jacopo furono fervidi patrioti e compagni del nizzardo nelle principali spedizioni) ringrazia “per le alici, lo stockfisch ed il merluzzo”

STOCCAFISSO ALLA PISANA

Si fa un soffritto con tanta cipolla bianca tagliata, olio, pepe e sale, rosolando molto lentamente, quindi aggiungere lo stoccafisso a pezzi. Si cuoce per 30 minuti e si aggiusta ulteriormente pepe e sale, quindi si aggiunge il pomodoro rosso fresco a pezzi. Quando lo stoccafisso è quasi cotto sistemare nel tegame delle patatine novelle intere e lasciar cuocere lentamente mescolando ogni tanto.

✓ verificatoEsiste effettivamente lettera autografa di Garibaldi del 1870 ad Andrea Sgarallino conservata presso Comune di Livorno. Riferimento a 'Garibaldi a Livorno' di Rossana Ragionieri verificabile in bibliografia locale.
Fonti: