Pasticceria

Cassola Risofritto

latte nonna William
«Per far questo, si usava il basto: un cuscino imbottito di cenci in cui veniva cucito da un lato un cappuccio che, una volta infilato in testa, consentiva al cuscino di cadere sulle spalle.» — Ornella scriveva nel suo ricettario

Procedimento

  1. , si spolverizza con zucchero a velo e un pizzico di cannella. CASTAGNE La raccolta delle castagne - dal Diario di nonno William "Un lavoro davvero faticoso. Nei castagneti di Sanbuca Pistoiese, si riempivano i sacchi di castagne raccolte tutto il giorno e la sera si trasportavano all'essiccatoio, naturalmente a spalle. L'essiccatoio è una grande stanza divisa a metà, orizzontalmente, da una rete metallica, con un braciere sempre acceso nella parte inferiore. Si scaricano le castagne sopra la rete che, ricevendo il calore dal braciere sottostante, piano piano si seccano. Terminata questa operazione si tolgono dalla rete con pale adeguate, in quantità limitata, e si versano nei tini con fondo tondo. Successivamente, con la "zanca" (una specie di trampolo simile a quelli che usano i pagliacci con le loro spettacolari passeggiate nel vuoto), fornita di una sorta di corona metallica ad un'estremità, si separa la buccia dalla castagna. Con l'aiuto di un soffietto si fanno infine "volare" le bucce come tante farfalle.

  2. Una volta finita la raccolta, essiccate le castagne ed insaccate in sacchi da un quintale l'uno, rimaneva l'immane fatica di caricarsi sulle spalle le balle e portarle a macinare al molino, situato giù a Taviano. Per far questo, si usava il basto: un cuscino imbottito di cenci in cui veniva cucito da un lato un cappuccio che, una volta infilato in testa, consentiva al cuscino di cadere sulle spalle. Questo per un duplice scopo: sostenere il peso e non farlo scivolare."

Correlate