Piccola pasticceria

Zabaglione

parve
«Portare a leggero bollore dell'acqua in un recipiente che contenga un secondo tegamino con le uova e cuocerlo a bagnomaria lavorandolo sempre con la frusta.» — Ornella scriveva nel suo ricettario

Ingredienti

Procedimento

  1. Mettere i tuorli in una ciotola con lo zucchero e montare a lungo il composto con le fruste elettriche fino a quando risulterà ben gonfio e soffice. Aggiungete il marsala, continuando a mescolare molto delicatamente. Portare a leggero bollore dell'acqua in un recipiente che contenga un secondo tegamino con le uova e cuocerlo a bagnomaria lavorandolo sempre con la frusta. Quando comincerà a gonfiarsi versarlo subito nelle coppette perché nel recipiente di cottura ancora caldo lo zabaione continuerebbe a cuocere. Si serve, sia caldo che freddo, con biscotti secchi.

  2. SUGGERIMENTO - Se si usa un liquore al posto del marsala, è preferibile dividere la dose di questo ed unire metà liquore e metà acqua: lo zabaione riuscirà più delicato.

  3. Anche con il solo vino Marsala il sapore risulta un po' "forte" e non tutti lo gradiscono. Con un vino dolce come il Carmel, otterrete un dessert molto più leggero e "fruttato".

  4. Nella preparazione dello zabaione è importante, oltre ad usare uova freschissime, tenere sotto controllo la temperatura del bagnomaria; l'acqua non deve mai bollire, perché potrebbe provocare dei grumi nella crema.

  5. CURIOSANDO - Vi sono molte fonti discordanti riguardo le sue origini. Una di queste racconta che sia stato "inventato" nel 1500 vicino a Reggio Emilia, casualmente (come spesso avviene per molte ricette). Si narra che il capitano di ventura Emiliano Giovanni Baglioni, sostando alle porte della città, mandò alcuni soldati a razziare i campi dei contadini della zona. Il raccolto, però, fruttò ben poco e il Capitano Baglioni si ritrovò solo con uova, zucchero, qualche fiasca di vino e delle erbe aromatiche. In mancanza d'altro fece mescolare il tutto e lo diede ai soldati al posto della solita zuppa e questi ne furono entusiasti. L'uso popolare chiamava Giovanni Baglione 'Zvàn Bajòun' e la crema ne prese il nome diventando prima 'zambajoun', poi Zabajone, Zabaione e infine Zabaglione.

  6. Sappiamo comunque con certezza che nel 1533 un dolce simile allo zabajone era servito, in forma ghiacciata, alla corte di Caterina de' Medici.

  7. Giudicato da sempre corroborante ed energetico , lo zabaione era usato per curare i malati e le persone di debole salute, ma divenne presto una insostituibile e sopraffina crema da pasticceria , adatta per farcire torte e pasticcini di ogni tipo.

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