Piccola pasticceria
Macro di biscotto ripieno spezzato, ripieno di pistacchio verde visibile, primo piano dettaglio
ferrara · roma

Cedrini Ferraresi

ferrararoma parve
Tempo
20′
Persone
Categoria
Piccola pasticceria
«CURIOSANDO - «N oi siamo molto contenti che vengano ad abitare qua con le loro famiglie...» — Ornella scriveva nel suo ricettario

Ingredienti

Procedimento

  1. CEDRINI FERRARESI Ingredienti per la pasta: 330 g di mandorle dolci macinate finissime, 335 g di zucchero, l'albume di 1 uovo e 2 bicchierini di rosolio (o altro a piacere) Per la farcitura: 75 g di cioccolata fondente macinata, 50 g di cedrini macinati, un po' di zucchero e 1 torlo d'uovo.

  2. Prima di tutto si prepara la farcitura mescolando tutti gli ingredienti. Si procede con l'impasto delle mandorle dolci macinate finissime, lo zucchero, l'albume dell' uovo e il liquore. Tiriamo la pasta con il mattarello e diamo uno spessore di circa mezzo centimetro. Ricavate dalla pasta dei rettangoli, in questo passaggio si procede come se fossero veri e propri ravioli, quindi farciteli e chiudeteli premendo bene i lati. Si possono spennellare col tuorlo d'uovo prima della cottura oppure spolverizzare con zucchero a velo a cottura ultimata.

  3. Si cuociono in forno a 160° per circa 20 minuti. CURIOSANDO - «N oi siamo molto contenti che vengano ad abitare qua con le loro famiglie... perché sempre saranno benvisti e trattati in tutte le cose che potremo e ogni die più se ne conteranno di essere venuti a Casa nostra.» (Ercole I d'Este in una lettera del 20 novembre 1492, proprio mentre creava la sua celebre Addizione). Questo invito del signore di Ferrara è rivolto agli ebrei esuli dalla Spagna con un gesto di eccezionale generosità e cordialità. E gli ebrei fuggiaschi si stabilirono nella capitale estense, sviluppando quella raffinata cultura sefardita di Ferrara.

  4. L'inizio dell'Evo moderno è uno dei momenti più alti della lunga presenza ebraica a Ferrara che dal 1100 si protrae per oltre otto secoli, intrecciandosi costantemente con la storia della città, così che da un minuscolo stanziamento crescono di numero fino a raggiungere o superare le 1800 anime. Nella Comunità di Ferrara confluiscono tre correnti ebraiche: una parte da Roma, l'altra scende dalla Germania, l'altra ancora, quella appena ricordata, arriva dalla Spagna.

  5. Paradossalmente, il peggiorare della condizione ebraica, con la fine del dominio Estense (1598), l'istituzione del ghetto per opera dello Stato Pontificio (1624) e la chiusura degli ebrei negli angusti confini della residenza coattiva, consente un ulteriore fiorire di dottrina ebraica che avrà il più insigne rappresentante in Isacco Lampronti, autore di un'imponente enciclopedia talmudica dell'ebraismo nota in tutto il mondo ebraico: il Pahad lzchak , ovvero il Timore di Isacco.

  6. I portoni del ghetto si aprono per breve tempo con l'arrivo dei Francesi (1796) e vengono definitivamente abbattuti con il Regno d'Italia (1859).

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