MALLOREDDUS CURIOSANDO : Questo tipo di pasta è un antichissimo piatto tradizionale che le massaie della Sardegna preparano in tutte le occasioni più importanti; nelle feste, nelle sagre paesane, per i matrimoni.
L'origine è da ricercarsi nello schema millenario della coltivazione-alimentazione contadina nell'area mediterranea, basata prevalentemente sulla coltura del grano.
Il termine malloreddu è un diminutivo di malloru , che in Sardegna meridionale significa toro. Di conseguenza, malloreddus vuol dire "vitellini".
L'origine di tale denominazione è da ricercarsi nel modo di esprimersi dei contadini: la lavorazione manuale dei malloreddus avveniva impastando la semola di grano duro con l'acqua, e si creavano delle listarelle arrotolate di pasta della lunghezza di circa 15 cm, le quali venivano tagliate a cubetti. Dopodiché si otteneva la forma schiacciando i cubetti di pasta contro l'estremità di un cesto in paglia, detto su ciuliri ("il setaccio"), se ne ricavava delle forme panciute che sembravano tanti piccoli vitelli (non diciamo spesso " bello grasso come un vitellino" ?).
Il piatto classico della cucina sarda sono i malloreddus alla campidanese. Per questo piatto si prepara una salsa al pomodoro; dieci minuti prima della fine della cottura si aggiungono alcuni fili di zafferano. Gli gnocchetti lessati vengono conditi con la salsa e con pecorino sardo grattugiato.
Originariamente lo zafferano veniva usato direttamente nell'impasto dei malloreddus, ora invece viene aggiunto alla fine insieme al sugo.
Questa è la ricetta avuta da Emanuela, la babysitter dei miei piccoli, che da Olbia (Sassari) si era trasferita a Bolzano per seguire il suo amore militare.
Ingredienti: per la pasta - 300 g. di farina di semola di grano duro acqua calda q.b.
Per la salsa il condimento: 30 g. di burro, 1 cucchiaio di farina, 1 bicchiere e mezzo di latte, 1 bustina di zafferano, sale, pepe nero, formaggio grattugiato.
Preparare i malloreddus impastando la farina con l'acqua fino ad ottenere un panetto liscio, omogeneo ed abbastanza sodo. Tagliare come gli gnocchi, premere e strisciare sulla chitarrina, quella che si usa per gli gnocchi (oppure sulla grattugia). Cuocerli in abbondante acqua salata. Per il condimento: sciogliere il burro, aggiungere il latte, la farina, i pistilli di zafferano e mescolare con le fruste per evitare la formazione di grumi, salare e pepare. Far sobbollire per qualche minuto, aggiungendo altro latte (a occhio) se si addensa troppo.