MARITOZZI A Roma si mangiano a colazione, insieme a un buon cappuccino. Oppure all'alba, caldi caldi, dopo una notte da sballo.
E' una ricetta un po' lunga, ma per assaggiarli ne vale davvero la pena. Con 200 g di farina e 20 g di lievito di birra preparate la "pasta da pane", aggiungendo anche 1 uovo e 50 g di burro o margarina. Lavoratela energicamente, poi unite due cucchiai di zucchero e mettetela in luogo tiepido a lievitare. Quando avrà raddoppiato il volume, incorporatevi 100 g di uvetta sultanina lavata, ammollata e asciugata, un cucchiaio pinoli e la buccia d'arancia candita a pezzetti. Dividete la pasta in 12 pezzi ai quali darete una forma ovale. Disponeteli sulla placca del forno poco unta e schiacciateli leggermente col palmo della mano. Rimettete la placca in luogo tiepido e lasciate lievitare ancora un paio d'ore: infornate quindi a oltre 250 gradi per 6-7 minuti; i "maritozzi" devono riuscire dorati e morbidi. Toglieteli dal forno e pennellateli con 1 cucchiaio di zucchero, sciolto in pochissima acqua. Rimetteteli nel forno spento, ma ancora caldo, per qualche minuto perché asciughino in superficie. La caratteristica dei maritozzi è la morbidezza; non si deve pertanto formare la crosta in cottura.
VARIANTE - Maritozzi alla panna: senza uvetta pinoli e canditi. Quando i maritozzi sono freddi fate un taglio verticale nel centro e inseritevi la panna montata o anche il gelato di crema o un gusto a vostro piacere.