TORTA LIVORNESE - CECINA Ricetta: si stemperano 250 g circa di farina di ceci con circa 750 ml d'acqua aggiungendone pochissima alla volta in una ciotola di plastica. Fare in modo che non si formino grumi con un continuo uso del mestolo, aggiungere tre pizzichi di sale . Lasciare riposare 2 ore, poi con un cucchiaio togliere la schiuma che si è formata in superficie . Versare in una teglia antiaderente per pizza di circa 32 cm. di diametro unta con 100 g d'olio d'oliva extra-vergine e girare il tutto in modo che l'olio venga in superficie in forma di tante bollicine . Il segreto sta nel farla cuocere in un forno scaldato con legna pioppo e di vite. Viene discretamente anche nel forno elettrico (almeno 250 gradi per 10/15 minuti), ma in tal caso si deve accendere il grill. In superficie deve formarsi una crosticina dorata e croccante. La torta non deve essere più alta di quattro millimetri.
Aprite il pane (rigorosamente francese) aggiungete il ripieno con una spruzzatina di pepe sopra e, possibilmente, delle fette di melanzane sotto il pesto e il cinque e cinque e' pronto.
CURIOSANDO - Una leggenda racconta che questo moderno street food sia nato casualmente quando Genova sconfisse Pisa nella Battaglia della Meloria (1284). Al ritorno le galee genovesi si trovarono coinvolte in una tempesta e nel trambusto alcuni barilotti d'olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. Poiché le provviste erano quelle che erano e non c'era molto da scegliere, si recuperò il possibile e ai marinai vennero date scodelle con una purea informe di ceci e olio. Nel tentativo di rendere meno peggio la cosa, alcune scodelle vennero lasciate al sole, che asciugò il composto in una specie di frittella molto gradita dalla ciurma. Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare la scoperta improvvisata cuocendo la purea in forno con l'aggiunta di olio d'oliva. Il risultato piacque e, per scherno agli sconfitti, venne chiamato l'oro di Pisa .
A Livorno si chiama torta, se invece la vogliamo con la francesina va chiamata cinque e cinque , che era semplicemente il prezzo della torta nel periodo in cui fu inventato (prima metà del XX secolo): cinque centesimi di pane e cinque di ripieno.
A Pisa e in Versilia cecina , in Liguria farinata, a Nizza socca