PASTA E CECI DELLA NONNA RINA (alla romana) Ingredienti: ceci secchi g.300, pasta g.200, spicchi d'aglio 2, acciughe salate 2 (facoltativo), rametti di rosmarino 2, olio extravergine q.b., conserva di pomodoro g.30 (o 100 g di pomodoro), sale e pepe q.b.
Mettete i ceci a bagno in acqua fredda per una nottata almeno. Sciacquate e scolate i ceci, metteteli a cuocere in una pentola (ben coperti d'acqua, ma non troppo: due/tre dita vanno bene) possibilmente di coccio assieme ad uno spicchio d'aglio e ad un rametto di rosmarino senza mai far perdere il bollore per un'ora e mezza circa. La durata della cottura è comunque in funzione della maggiore o minore freschezza dei ceci e se è necessario aggiungere acqua è importante che sia bollente, per non arrestarne la cottura. Chi ha poco tempo può tranquillamente usare la pentola a pressione, cavandosela in 25/30 minuti. Nell'uno e nell'altro caso non abbiate troppe preoccupazioni di eccedere nella cottura: i ceci dovranno risultare un po' disfatti per conferire densità alla minestra.
Il sale e deve essere aggiunto tassativamente a fine cottura, pena l'indurimento dei ceci.
Mentre la cottura dei ceci volge al termine mettete qualche cucchiaiata d'olio in un'altra pentola, aggiungete l'aglio schiacciato e il rosmarino mandando avanti la cottura a fuoco medio e, appena l'aglio avrà preso colore, fuori dal fuoco le acciughe opportunamente dissalate e sfilettate (facoltativo, a noi nn piaceva e mamma evitava) Lasciate soffriggere e aggiungete la conserva di pomodoro diluendola con un po' d'acqua di cottura dei ceci.
Fate cuocere per una decina di minuti, quindi versate il soffritto nella pentola dei ceci.
Appena la minestra avrà ripreso il bollore, versare la pasta (cannolicchi preferibilmente, ma anche semplici spaghetti che avrete spezzettato aiutandovi con un canovaccio) e fate cuocere per il tempo necessario badando a lasciare la pasta ben al dente soprattutto se avrete usato una pentola di coccio che fa proseguire la cottura anche a fuoco spento La minestra deve risultare piuttosto densa e va servita aggiungendo il pepe macinato al momento ed un filo d'olio.
Curiosità - questo legume è uno dei più antichi consumati dall'uomo. Originari dell'Oriente, conosciuti in Egitto e cantati da Omero, il loro nome deriva dalla parola latina "aries" (ariete), che richiama la forma del seme. Il cece (cicer arietinum) è conosciuto solo in forma coltivata, e gli antichi Romani, che usavano i legumi non solo per il loro valore gastronomico ma anche per dare un nome alle famiglie, con i ceci (ciceri) designarono quella del celebre oratore Cicerone. Al cece sono inoltre legati i "Vespri Siciliani", la rivolta popolare scoppiata a Palermo nel 1282 per porre fine al dominio Angioino. La parola ciceri (ceci) a quel tempo fu usata come discriminante tra la vita e la morte, le persone sospettate di essere francesi travestiti erano costrette a pronunciare il termine "ciceri": se lo accentavano nella "i" finale, dicendo "cicerì" venivano uccise. Coltivato in tutto il bacino del Mediterraneo, questo legume è particolarmente diffuso in Medio Oriente e in India dove rappresenta un alimento di base. Il seme, raccolto tra giugno e ottobre, viene impiegato in cucina allo stato secco, ricavandone farine, minestre e contorni.