RISOTTO GIALLO In un buon sugo d'arrosto soffriggere il riso. Quando è ben rosolato unirvi del buon brodo di pollo bollente e alla fine un pizzico di zafferano. Ungere uno stampo e versarvi il riso. Ottimo scaldato il giorno dopo in forno, o sulla plata o a bagnomaria. Si serve con zucchine affettate e fritte nell'olio, e pumarola.
Per saperne di più CURIOSANDO - Il nome ZAFFERANO deriva dall'arabo zaafaran e significa "splendore del sole".
Molto diffuso tra i popoli antichi ( menzionato nel Papiro di Ebers, citato nella Bibbia nel Cantico dei Cantici , e nell'Iliade) era considerata un'erba magica per le sue virtù terapeutiche. Veniva utilizzato anche in vari preparati contro la peste e come abortivo.
In Persia era ampiamente usato come afrodisiaco. Anche nella mitologia greca possedeva una valenza erotica: il dio Ermes, consigliere degli innamorati, risvegliava il desiderio sessuale servendosi di questa spezia.
Nella mitologia romana lo zafferano è presente collegato alla figura del dio Mercurio protettore dei commerci e dei guadagni che, avendo sbagliato il lancio del disco, colpì a morte il suo amico Crocus e fece tingere del suo sangue il fiore della pianta affinché gli uomini, attraverso il colore ed il nome, lo ricordassero per sempre.
In alcuni documenti antichi della Toscana, si parla di una "gabella zafferanis" con pene a chi avrebbe arrecato danno al croco, ovvero allo zafferano, a testimonianza dell'importanza di questa spezia.
Prezioso come la porpora, lo zafferano serviva per tingere gli abiti. Dalle toghe degli Egizi all'abito del Dalai Lama, ha donato il suo colore giallo ad abiti regali e sacri in ogni tempo e in ogni luogo; le calzature dei re di Babilonia, ma anche le bende con cui si avvolgevano le mummie egiziane. Tinge anche i fili di lana dei tappeti persiani e dei tessuti del Kashmir Le spose dell'antica Roma portavano dei veli tinti con lo zafferano e questa tradizione giunse fino al Medioevo: le nobili dame sotto gli abiti nuziali indossavano infatti una tunica di seta anch'essa tinta con lo zafferano, probabilmente per le proprietà afrodisiache possedute dalla spezia.
Va ricordata la "Guerra dello Zafferano" che iniziò quando i nobili ne rubarono una spedizione di 360 kg e durò per 40 settimane. Il carico di zafferano, destinato alla città di Basilea, oggi avrebbe un valore di circa 5 milioni di euro. Alla fine della "Guerra" il carico venne restituito, ma nel XIII secolo il commercio dello zafferano è stato caratterizzato da furti ed azioni di pirateria. I pirati del Mediterraneo molto spesso preferivano lo zafferano di Genova o di Venezia all'oro.
Uno dei motivi del declino è legato con l'aumento dei sentimenti puritani nel Medio Evo. Attualmente si coltiva in Spagna, in Italia centrale, soprattutto in Abruzzo, in Austria, in Grecia e in Francia. Cresce anche spontaneo in alcune zone dell'Italia centrale e meridionale. L'uso strettamente terapeutico, un tempo molto più diffuso di oggi, viene ancora utilizzato per preparati quali il Laudano e l'Elixir Garus.
Lo zafferano possiede parecchie proprietà organolettiche che lo rendono quasi un elisir di lunga vita . Pare che sia in grado di contrastare l' invecchiamento della pelle , favorire la digestione, abbassare la pressione e ridurre il colesterolo . Visto l'importante contenuto di carotenoidi , innalza le difese immunitarie inoltre, come già detto, è un ottimo afrodisiaco, in quanto agisce sulle ghiandole surrenali, stimolando la produzione di ormoni quali adrenalina e cortisolo.